La vera storia di Ginevra

UN ROMANZO STORICO CHE RACCONTA LA FIRENZE RINASCIMENTALE DEI GRANDI PERSONAGGI: LEONARDO, MICHELANGELO, MACHIAVELLI.

Questo è un libro speciale.

È un romanzo storico, scritto camminando per le strade di Firenze, visitando i luoghi narrati e ascoltandone i rumori, cogliendone i colori, annusandone gli odori. Ha preso forma attraverso lo studio attento di antiche mappe e dipinti, si è nutrito dell’immaginazione di quell’era magnifica e remota in cui le strade erano animate dal gran fracasso dei barrocci e dal vociare dei barrocciai, con le madonne affacciate alle finestre e gli artigiani sulla soglia della casa-bottega. È un affresco della Firenze rinascimentale, un viaggio nella città dei grandi personaggi ma anche del popolo “minuto”. Scrive il critico fiorentino Pier Francesco Listri: “Ginevra ci richiama in qualche modo la manzoniana Lucia (…) quando nell’epoca dei grandi romanzi di cappa e spada il Manzoni sceglie un uomo della filanda e una ragazza umile per farne protagonisti del primo romanzo moderno italiano”.

L’autrice, georgiana di nascita ma fiorentina di adozione, è una guida turistica che con grande amore, ormai da anni, racconta Firenze tutti i giorni, spesso a un pubblico semplice ma desideroso di vedere, di sapere e di capire. Capace di spiegare cose grandi, immense, di cui la città è ricca, con parole semplici ma senza derubarle di alto significato, come ogni guida che si rispetti. Elisabeta Gavrilina ha saputo narrare la storia  di Ginevra con una sensibilità, con un’attenzione alle piccole cose propria delle donne… o delle guide che sono solite descrivere minuziosamente i particolari di un’opera d’arte.

Per far dare voce a Ginevra e al suo mondo, la scrittrice si è fermata a parlare con gli anziani che  ancora conservano i ricordi del “ tempo che fu” e che l’hanno incoraggiata: “Scrivi, scrivi prima che se ne perda la memoria”. Ha  osservato il lavoro dei vecchi artigiani ma  si anche  soffermata  al chiosco del lampredotto, uno degli emblemi della  fiorentinità più schietta, prendendo nota dei gesti e delle frasi più colorite.

Ha scritto questo romanzo consultando un’infinità di fonti storiche, ma anche diari, lettere, libri di ricordanze, per descrivere gli eventi dalla voce di coloro che gli hanno vissuto. Per farlo alla buona vecchia maniera, si è immedesimata in ogni personaggio fino a farlo vivere di vita propria, perché ciascuno di loro fosse vero, con il proprio carattere e con le proprie ragioni. E infine, si è ispirata alla grande letteratura italiana, anzitutto a Italo Calvino, con  Dante e Boccaccio nel cuore, fino a Vasco Pratolini e al libro più bello del mondo che è il “Pinocchio”.

È il frutto del lavoro di chi, pur essendo nato altrove, ha saputo calarsi nella realtà fiorentina con il coinvolgimento proprio di quelli stranieri che amano la città di amore autentico. “Chi è nato, è distratto rispetto alla sua patria, chi viene da fuori non lo è. Chi viene da fuori guarda la città con gli occhi più curiosi e più penetranti” ha detto Pierfrancesco Listri.

È un libro che si legge d’un fiato e con gusto, e che lascia un retrogusto, qualcosa su cui riflettere, di cui arricchire l’animo e la mente.

Un libro per tutti.

 

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